Tallioo, e ora tutti a tavola! Fofò Ferriere ci mette il cuore
(Enzo Battarra) . “Tally-ho“, la volpe è stata avvistata! Lo gridano i cavalieri inglesi quando la preda è a tiro. Tallioo è il nome che il mitico Fofò Ferriere scelse qualche decina di anni fa per il suo pub nel centro storico di San Giorgio a Cremano. E la prima sala ha mantenuto l’accogliente fascino di una birreria d’epoca. Ma Tallioo non finisce qui. C’è un sontuoso giardino, ci sono altre sale, c’è la taverna, c’è il bar. A lavorarci è tutta la famiglia Ferriere, mentre il publican Fofò ha ormai compiti di ambasciatore della cucina tradizionale campana. Ebbene sì, immersi un un ambiente anglosassone, mentre si bevono splendide birre belghe, ecco arrivare in tavola i sapori e gli odori straordinari di pietanze antiche e prelibate della Campania Felix, dove la scelta delle materie prime è meticolosa, si potrebbe dire puntigliosa. Qui non si parla di pomodoro, ma delle centinaia di varietà che crescono all’ombra del Vesuvio. E una di queste varietà è finita nella bottiglietta di tomato ketchup sotto il marchio “Il cuore di Fofò”.
Come non assaggiare le pizze rustiche e le frittate, figlie dell’arte atavica di sapersi arrangiare con quello che c’è in cucina, senza sprecare nulla. Come non gustare le verdure grigliate insaporite da un olio che porta ricchezza alla portata, o la deliziosa provola di Agerola accompagnata dai “suoi” pomodori.

E mentre si continuano a bere birre prodotte in remote abbazie, è possibile incontrare lì da Tallioo i coniugi Raffaele e Teresa Fontana, coloro che hanno dato l’avvio all’azienda vinicola Tenuta Fontana di Carinaro, condotta in buona parte oggi dai giovanissimi figli Mariapina e Antonio. C’è una grande amicizia con Fofò Ferriere e proprio insieme con il publican di San Giorgio a Cremano la famiglia Fontana ha partecipato alle manifestazioni nazionali di maggior richiamo sotto l’egida di Dispensa Italiana del consorzio Gruppo Eventi.
Si bevono birre al Tallioo, ma soprattutto si continuano a mangiare grandi pietanze. Chi lo ricorda il pollo alla cacciatora, ma quello fatto proprio bene bene? E’ un piatto che rischiava di essere dimenticato o, ancor peggio, sostituito da insostenibili imitazioni. Invece, eccolo lì, trionfare al centro della tavola. Il gusto è straordinario, così raffinato che se non lo si vedesse non si crederebbe che fosse un pollo.
E dopo quello che era un classico secondo piatto, per un vezzo, arrivano in tavola gli spaghettoni succulenti. Di Gragnano si dirà subito? Ebbene, Fofò Ferriere, che è amico personale oltre che cliente dei maggiori pastai vesuviani, quando sceglie gli spaghettoni si affida a un produttore collocato in un posto unico, ai piedi delle Dolomiti, l’azienda Felicetti. E va detto che, se ci si spoglia dell’orgoglio partenopeo, questa pasta trentina è straordinariamente buona!
In compenso, a concludere la cena ci pensa un gelato che vive più a sud di Napoli. E’ il tartufo di Pizzo Calabro. E’ come vincere facile. Nell’occasione sono state servite le varietà alla nocciola, quella classica, e al pistacchio. Carezzevoli! Ma sarà opportuno tornare da Tallioo per scoprire gli altri gusti… e soprattutto per assaporare le rinomate polpette. Una serata non può bastare per conoscere tutto.
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