Tutti in città dopo Ferragosto, Caserta cresca come la Reggia

Tutti in città dopo Ferragosto, Caserta cresca come la Reggia

Maria Beatrice Crisci

– Ferragosto, punto e a capo. Il giorno delle ferie di Augusto si raggiunge il culmine dell’estate. Spettacoli sui lidi e nelle città di mare, intrattenimenti vari anche nei borghi turistici, falò sulla spiaggia, trionfo dell’enograstronomia, tanta allegria. Ma si sa che di lì a poco si dovrà voltare pagina, perché finiranno le cosiddette vacanze, quelle che oggi, smartphone alla mano e connessione H24, non hanno più nulla a che vedere con il reale periodo di riposo e di isolamento che si viveva nelle ferie. Non si è più “vacanti”, si è più pieni che mai di informazioni da gestire e soprattutto di progetti da realizzare. Ebbene sì, il Ferragosto è la grande festa dell’estate perché in realtà è la chiusura non tanto del periodo di riposo quanto di un anno di attività, di cui la vacanza è la scia naturale. La seconda quindicina di agosto servirà ai più fortunati per completare le ferie, ma il pensiero sarà già alla ripresa lavorativa, al ritorno alle occupazioni routinarie, ai progetti da realizzare.

“Settembre poi verrà ma senza sole” e sarà l’inizio di un nuovo anno lavorativo, tra rimpianti per l’estate e nostalgia di divertimenti vissuti e perduti. All’idea di “festa mobile”, di spettacolarità diffusa, si sostituiranno l’impegno realizzativo, la concretezza del fare, le incombenze della quotidianità ordinaria. Finisce la straordinarietà, inizia la normalità.

Le città, e Caserta quest’anno non dovrebbe essere da meno, accolgono al rientro i cittadini fornendo spettacoli e iniziative che in qualche modo servono a rendere meno duro l’impatto con la vita reale. E le rassegne sono utili anche a pilotare il turismo in città anche a fine agosto e agli inizi di settembre. Poi c’è la riapertura delle scuole. In qualche modo l’inizio dell’anno scolastico segna il break point tra artificio e realtà.

Torna a Caserta il Settembre al Borgo, il festival che non assolveva solo le funzioni di accoglienza al rientro e di attrazione turistica. Era di più, molto di più. Era la palestra in cui generazioni di potenziali operatori culturali si formavano per anni, per poi poter sperare di essere loro i protagonisti in cartellone. Insomma, se Caserta è stata una fucina di artisti, attori, scrittori, musicisti, e non è il caso di citare nessuno, perché tanti sono i nomi a tutti noti, ebbene è anche merito del Settembre al Borgo, di quell’aria di festival che si viveva a Casertavecchia tra protagonisti della scena ed esponenti prestigiosi della stampa specializzata. I ragazzi che frequentavano le antiche vie del borgo sono oggi i maturi esponenti della cultura casertana in ogni dove.

Per due anni si è stati senza Settembre al Borgo. Caserta e la Campania hanno rinunciato per un biennio al festival più antico della Regione, quello che nel corso dei decenni, seppure con qualche falla e con qualche edizione minore, ha registrato i mutamenti del gusto, proponendo le grandi produzioni così come le sperimentazioni di avanguardia. Questo è stato causa di un impoverimento culturale a danno soprattutto nelle nuove generazioni. È venuta a mancare la palestra.

E se il Settembre al Borgo, seppure con dichiarate difficoltà, in qualche modo rinasce con l’intervento del Comune e un modico finanziamento regionale, si sono perse le tracce del Leuciana Festival, allestito nel passato quasi in contrapposizione della rassegna settembrina. Il borgo leuciano diveniva come un alter ego della Casertavecchia medioevale, quasi a frenare un Settembre al Borgo sempre più sconfinante nei monumenti borbonici. Anche Leuciana era diventato un appuntamento strutturale della comunità casertana. È brillato fino un biennio fa con la straordinaria edizione curata da Enzo Avitabile. Dopo di lui il silenzio.

Insomma, non si riesce a tener dentro tutto. A Caserta se si recupera il Settembre al Borgo, si perde il Leuciana Festival. E non dipende solo dalle istituzioni pubbliche. La crisi casertana sta forse più nell’imprenditoria privata, in una classe manageriale che non ha ancora saputo cogliere l’attimo fuggente di una Reggia a conduzione Felicori che sta andando a mille. Si faccia sistema tra pubblico e privato. La città dimostri di essere all’altezza della sua Reggia.

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Maria Beatrice Crisci
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Mi occupo di comunicazione, uffici stampa e pubbliche relazioni, in particolare per i rapporti con le testate giornalistiche (carta stampata, tv, radio e web).Sono giornalista professionista, responsabile della comunicazione per l'Ordine dei Commercialisti e l'Ordine dei Medici di Caserta. Collaboratrice de Il Mattino. Ho seguito come addetto stampa numerose manifestazioni e rassegne di livello nazionale e territoriale. Inoltre, mi piace sottolineare la mia esperienza, più che ventennale, nel mondo dell'informazione televisiva, come responsabile della redazione giornalistica di TelePrima, speaker e autrice di diversi programmi. Grazie al lavoro televisivo ho acquisito anche esperienza nelle tecniche di ripresa e di montaggio video, che mi hanno permesso di realizzare servizi, videoclip e spot pubblicitari visibili sulla mia pagina youtube. Come art promoter seguo alcune gallerie d'arte e collaboro con alcuni istituti scolastici in qualità di esperta esterna per i Laboratori di giornalismo. Nel 2009 ho vinto il premio giornalistico Città di Salerno.

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