L’arte, quel filo diretto che da secoli unisce Napoli alla Russia

L’arte, quel filo diretto che da secoli unisce Napoli alla Russia

Mario Caldara

- La storia celebrata attraverso la storia stessa. O, per meglio dire, attraverso una delle componenti della storia: l’arte. Questa, talvolta sottovalutata, dice tanto sul tempo passato e, grazie alle varie correnti che si sono susseguite nei secoli, permette di comprendere molto più di quanto si pensi. Non solo lo stile di un autore o il suo modo di vedere il mondo. Il raggio d’azione dell’arte va oltre, potendoci raccontare qualcosa di maestoso, come l’evoluzione del genere umano.

È trascorso un secolo esatto dalla Rivoluzione russa, e, andando ancora più indietro nel tempo, sono passati ben duecentoquaranta anni da quando fu stipulato il primo accordo di scambi diplomatici e culturali tra Caterina, la grande imperatrice di Russia, e Ferdinando di Borbone re delle Due Sicilie. La storia della Russia che si interseca con quella di Napoli. “Dalle avanguardie alla perestrojka”, la mostra allestita al Museo del Novecento di Napoli situato nella piazza d’Armi di Castel Sant’Elmo, celebra questi due importanti avvenimenti, esponendo l’arte russa del ventesimo secolo.

Promossa dalla città di San Pietroburgo e dal Consolato onorario della Federazione Russa in Napoli, realizzata con il Polo museale della Campania e curata da Anna Maria Romano e Marina Jigarhanjan, con il coordinamento di Afrodite Oikonomidou, l’esposizione resterà in corso fino al 10 dicembre e si concentra in particolar modo sull’arte prodotta dagli artisti di San Pietroburgo nel ventesimo e ventunesimo secolo. Diversi sono gli stili, così come si distinguono i temi e le tecniche. Tra dipinti a olio, acquerelli e disegni, gli occhi incontrano generazioni, scuole, tendenze e correnti differenti, elementi che hanno caratterizzato nel profondo, susseguendosi, San Pietroburgo. Si va così dalle avanguardie russe a un’arte più attuale, dal socialismo reale fino ai movimenti artistici del periodo della perestrojka, e, ancora, la ricerca artistica del “nuovo”, l’emergere delle tradizioni locali e le sperimentazioni contemporanee. Diversi punti di vista per altrettante prospettive artistiche, con un “dualismo” tra tradizione e modernità, tra vecchio e nuovo, che si percepisce nelle centoventotto opere comprese all’interno di un percorso espositivo elegante come lo è San Pietroburgo, polo culturale da sempre, ponte tra la Russia e le arti del resto d’Europa. Ogni stile artistico ammirabile all’interno della mostra ha un proprio cuore, ma, nonostante le differenze, racconta l’evoluzione, racconta la vita.

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