Casal di Principe, per l’Asprinio di Vitematta ancora un attestato

Casal di Principe, per l’Asprinio di Vitematta ancora un attestato

(Comunicato stampa) – Casal di Principe vince ancora con il suo Asprinio di Vitematta. Dai terreni confiscati alla criminalità organizzata di Casal di Principe, un vino pluripremiato dal Touring Club e da The WineHunter Award. Sono ben 5 gli attestati internazionali di eccellenza conferiti a Vitematta quest’anno:

• riconoscimento ORO di the WineHunter Award 2023, per Pietra Bianca Terre Del Volturno IGT (già 4 corone per Vini Buoni d’Italia – Touring Club 2023);
• riconoscimento ROSSO di the WineHunter Award 2023 e 4 STELLE Vini Buoni d’Italia 2024 del Touring Club, sezione Vitigni Autoctoni per Marhitate Asprinio di Aversa Brut VSQ;
• riconoscimento ROSSO di the WineHunter Award 2023 per Radice Etrusca Aversa Brut nature DOC;
• 4 STELLE e CORONA (il massimo riconoscimento) per Vini Buoni d’Italia 2024 del Touring Club, sezione Vitigni Autoctoni per Reginae – Asprinio di Aversa Doc.

Per questo ultimo riconoscimento sono state valutate oltre 30 mila etichette. 33 corone sono state assegnate a vini Campani e tra queste una è stata assegnata al Reginae – Asprinio di Aversa Doc di Vitematta. Un Asprinio prodotto a Casal di Principe su terreni confiscati alla criminalità organizzata

L’Asprinio di Vitematta, come tutta la produzione Vitematta, viene prodotto da un’uva che nasce su diversi terreni dell’Ago Aversano, di cui due confiscati alla criminalità organizzata nel territorio di Casal di Principe. Terreni affidati nel 2009 alla Cooperativa Eureka, creatrice di Vitematta, cooperativa sociale mista A/B aderente al consorzio di cooperative sociali N.C.O. Nuova Cooperazione Organizzata.

Su questi terreni Eureka ha dato vita al Centro di agricoltura sociale “Antonio di Bona”, agricoltore di Casal di Principe, vittima innocente di camorra. Cogliendo la sfida del riutilizzo sociale e produttivo dei beni confiscati alle mafie, la cooperativa include nel suo team persone svantaggiate nell’ambito della salute mentale, con il fine di contribuire al loro percorso di emancipazione. Da qui il marchio Vitematta.

La Tutela dell’Asprinio. E’ su questi terreni che Vitematta persegue l’obiettivo di preservare la tradizione ancestrale dell’Asprinio, e non solo. Una tradizione che risale agli antichi Etruschi con la tipica Alberata Aversana di vite maritata al pioppo.

Tutelare l’Asprinio significa prendersi cura di un patrimonio culturale che affonda le sue radici nel territorio dell’Agro Aversano circa 3000 anni fa. Un dono degli Etruschi ai Campani che ancora oggi è visibile nel sistema di “allevamento” delle Viti maritate ai pioppi che Carolina Bonaparte definì “Festoni di viti attaccati agli alberi con sparsi grappoli di uva assai più belli di quelli che gli Ebrei portarono a Mosè”.

Ancora oggi Vitematta coltiva l’uva dell’Asprinio di Aversa alla maniera etrusca, su “scalilli” alti circa 15 metri, si parla infatti di uomini ragno dell’Asprinio e di vendemmia eroica. Tutto questo rischierebbe di estinguersi se non fosse per la tenacia di Vitematta e delle altre imprese dell’Asprinio di Aversa.
E’ per la tutela delle alberate avesane e dei coltivatori, per il rafforzamento delle reti tra produttori e per la diffusione dell’Asprinio, che Vincenzo Letizia, responsabile di Vitematta, è stato recentemente insignito del ruolo di consigliere della D.O.C Aversa di Vitica, consorzio della filiera vitivinicola casertana.

Vincenzo Letizia, Responsabile di Vitematta e consigliere Vitica per la tutela della Doc Aversa, afferma: “Siamo onoratissimi di ricevere dei riconoscimenti di tale prestigio. Questi importantissimi successi ci gratificano del nostro lavoro quotidiano di riscatto territoriale che pone al centro la persona, attraverso l’inclusione di persone svantaggiate, il territorio, in termini di sviluppo sostenibile e di tutela dell’Alberata Aversana, candidata all’Unesco come Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Il nostro è un percorso di riscatto territoriale, culturale e sociale”.

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