Festa della Liberazione a Caserta, lungo il corso della storia
(Enzo Battarra) – Un tempo la città di Caserta era il suo corso, il corso Trieste. La città nel piano si divideva in quella al di qua e in quella al di là del corso e della Reggia, la Caserta cisreggia e la Caserta transreggia. Da una parte il nucleo storico della città, il Villaggio Torre, via San Carlo, fino ad arrivare ai colli tifatini, alla Casa Hirta, a San Leucio. Dall’altra la piazza di Sant’Anna, i binari ferroviari, il quartiere Acquaviva, proseguendo verso San Nicola e a San Marco, in direzione Napoli. Erano le due facce della stessa medaglia, erano le due città.
Oggi 25 aprile il corso Trieste è stato ancora una volta l’asse ai cui poli, anche abbastanza ravvicinati, si è condensata la storia della città. Alla Reggia le file di turisti per godere di un’apertura straordinaria di quello che è ormai il Monumento al top delle attenzioni mediatiche. Complice la giornata francamente primaverile e complice soprattutto quello stratega di Mauro Felicori, il manager che apre i cancelli dei Borbone. Al Monumento ai Caduti la cerimonia per la Festa della Liberazione, legittima, evocativa, per certi versi commovente. Presente una nutrita rappresentanza della comunità casertana, quella quota che ancora rispetta i valori della Resistenza, e poi le istituzioni, a partire da quelle militari, così solidamente legate alla Caserta delle caserme.
E il corso Trieste è stato ancora una volta il filo che ha legato la storia e le storie della città. La cerimonia della Liberazione tenutasi al Monumento ai Caduti ha nel Monumento vanvitelliano il luogo che in pratica l’ha generata, anche se la cronologia è lievemente falsata. Infatti, fu nella Reggia che il 29 aprile 1945 venne sottoscritto l’atto intitolato Strumento di resa locale delle forze tedesche e delle altre forze poste sotto il comando o il controllo del Comando Tedesco Sud-ovest, meglio noto come Resa di Caserta. La firma avvenne alla presenza di ufficiali delegati inglesi, americani, tedeschi e di un osservatore russo. Era una resa incondizionata che sarebbe diventata operativa a partire dal 2 maggio. Fu quello l’atto formale conclusivo che sancì la fine della campagna d’Italia e la definitiva sconfitta delle forze armatenazifasciste durante la seconda guerra mondiale.
Ecco perché il corso Trieste di Caserta diviene il corso della storia.
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