Ho giocato tre numeri al lotto, mostra all’Archivio di Stato di Caserta
Luigi Fusco
-Tra monumenti, aree archeologiche e musei, anche l’Archivio di Stato di Caserta sarà protagonista delle GEP – Giornate Europee del Patrimonio, iniziativa promossa dal Consiglio d’Europa con la collaborazione della Commissione Europea e con il patrocinio, in Italia, del Ministero della Cultura.
Accesso, quindi, allo storico fondo delle “carte” casertane, custodite presso la locale direzione archivistica allocata all’interno della Reggia vanvitelliana, per poter ammirare, per la prima volta,una singolare esposizione dedicata al gioco del lotto nell’ex Terra di Lavoro tra la prima e la seconda metà del XIX secolo.
“Ho giocato tre numeri al lotto… …25, 60 e 38”. Giocatori e lestofanti nella Caserta dell’800, questo il titolo della mostra documentaria che verrà inaugurata sabato 23 settembre.
Dalle 9.00 alle 13.00, appassionati e cultori di archivistica potranno vedere da vicino un’accurata selezione di documenti conservati presso l’istituto casertano in cui sono riportate notizie e curiosità inerenti alle estrazioni di varie lotterie.
Ancora prima dell’Ottocento, il lotto era considerato più che un semplice gioco, ma un vero e proprio introito economico che garantiva ingenti entrate alle casse dello stato, tanto che, a partire dall’età napoleonica, più volte venne interessato da una serie di editti in cui venivano confermati o meno alcuni diritti, tenendo conto anche delle eventuali tassazioni che potevano essere applicate alle vincite.
I vari governi succedutesi, da quello francese a quello di italiano post-unitario, presero, difatti, più volte provvedimenti in merito al lotto e spesso tali interventi venivano applicati affinché le istituzioni potessero debellare, una volta per tutte, qualsiasi forma di gioco che riconducesse al lotto clandestino.
Tra i vari documenti in mostra vi è, inoltre, un decreto di Giuseppe Garibaldi emanato per abolire definitivamente il lotto a partire dal primo gennaio 1861. Tale norma non ebbe però alcun seguito, poiché non venne rispettata né dalle ricevitorie napoletane né dalle altre diffuse nel resto dell’ex Regno delle Duo Sicilie.
In esposizione vi saranno, infine, anche preziose “carte” che riguardano abili truffatori e suppliche di donne ridotte in miseria dal gioco d’azzardo.
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