Le opere di Igor Mitoraj in mostra agli scavi di Pompei
(Mario Caldara) Era una delle ultime volontà di Igor Mitoraj, scultore polacco scomparso nel 2014. Come racconta Jean-Paul Sabatié, presidente dell’Atelier Mitoraj e amico dell’artista, l’esposizione a Pompei delle proprie opere era uno dei suoi ultimi desideri (un altro era l’essere seppellito a Pietrasanta dopo la sua morte). Certo, le dimensioni non avranno facilitato il trasporto, ma alla fine il desiderio di Mitoraj è stato esaudito. Mitoraj a Pompe, il nome dato all’esposizione, vede ora i suoi giganti aver “invaso” il sito archeologico di Pompei con la possibilità di ammirarli in tutta la loro grandezza e bellezza artistica dal 15 maggio 2016 all’8 gennaio 2017. Le sculture sono trenta, esposte in zone differenti, quali il Tempio di Venere, la Basilica, Via dell’Abbondanza, le Terme Stabiane, il Foro Triangolare e il Quadriportico dei Teatri. Luoghi antichi che accolgono statue, come Ikaria e Ikaro screpolato, l’Ikaro blu, il Centauro, il Centurione o il Dedalo, che rievocano tempi altrettanto antichi, e la cosa sbalordisce nel momento in cui si realizza di essere dinanzi a opere contemporanee. Le statue sono, infatti, perfettamente inserite in un contesto storico come quello degli scavi di Pompei, quasi come se fossero state concepite per essere lì, una sorta di loro habitat naturale. Ciò fa comprendere in un certo senso la volontà di Mitoraj di vedere le proprie creazioni in quello specifico sito archeologico, così come non sorprende la proposta avanzata da Emmanuele Emanuele, professore e presidente della fondazioneTerzo Pilastro-Italia e Mediterraneo, all’Atelier Mitoraj per la donazione a Pompei di una delle opere. Una bellezza smisurata, quella delle statue, tanto da abbagliare chiunque le osservi, Mattarella compreso, che, accompagnato dal Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, ha visitato il sito con i “nuovi arrivati”, non nascondendo il fascino che hanno immediatamente suscitato su di lui. Con le visite serali agli scavi, poi, previste ogni sabato dal 21 maggio fino al 1° ottobre, anche solo scorgendole da lontano, magari con il crepuscolo a fare da contorno, si potrà percepire quell’aura magnetica di cui le sculture sono circondate.
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