Pulcinella Maccus, la visita di Lello Esposito a Sant’Arpino
(Beatrice Crisci) – È l’artista che sta reinterpretando l’anima popolare di Napoli, che usa come segni del suo linguaggio la maschera di Pulcinella, il busto di San Gennaro o il corno apotropaico. È Lello Esposito, pittore, scultore, grafico, che si porta dentro le viscere della città. Le sue opere sono conosciute in tutto il mondo. Negli Stati Uniti è talmente di casa da apparire l’ambasciatore culturale di Napoli.
Ebbene, dopo alcuni timidi tentativi degli anni scorsi, ecco che finalmente si è creato un ponte tra Lello Esposito e PulciNellaMente, la celebre rassegna di Sant’Arpino che recupera tutto lo spirito della cultura atellana. Da Maccus a Pulcinella il passo sembrava naturale, ma ci è voluta tutta la costanza di Elpidio Iorio, nume tutelare del festival, e la collaborazione di Enzo Battarra, direttore della pinacoteca comunale “Massimo Stanzione”, per concretizzare l’incontro.
Ed ecco in un pomeriggio di metà novembre apparire nell’austero Palazzo Ducale Sanchez De Luna Lello Esposito. Ad accoglierlo il sindaco Giuseppe Dell’Aversana, la presidente del Consiglio comunale con delega alla cultura Ivana Tinto e il consigliere delegato alla pinacoteca Ernesto Di Serio. Con loro i fautori dell’incontro Iorio e Battarra.
È stato bello vedere nella stanza del sindaco l’artista fare subito uno schizzo per l’ipotesi dell’allestimento di una mostra, discutere delle fabulae atellanae e del rapporto tra il personaggio di Maccus e la figura di Pulcinella. Insomma, ci si è messi subito al lavoro. Lello Esposito ha visitato l’intero edificio, compresa ovviamente la pinacoteca. Probabilmente nascerà qualcosa a breve, ma l’idea è quella di costituire una collaborazione continuativa e duratura nel tempo. E questo grazie alla disponibilità e alla professionalità dell’artista.
La visita a Sant’Arpino si è poi conclusa nel migliore dei modi, con un’incursione al bar Greedy’s Garden, la sede di Petrone Dolce&salato, dove il team è stato accolto dal patron Andrea. Questo è il luogo magico di produzione del casatiello, vanto gastronomico di Sant’Arpino, prelibato rustico della cucina contadina, preparato dalla famiglia Petrone secondo l’antica ricetta custodita e tramandata di generazione in generazione. Viene lavorato a mano, utilizzando solo ingredienti di origine protetta di primissima scelta. L’intera comunità festeggia il casatiello nel periodo primaverile con un evento che, seppure porta la denominazione di sagra, è in realtà un importante appuntamento culturale con gli antichi sapori della cucina tradizionale e con altre iniziative a carattere espositivo e spettacolare.
Degustando il casatiello e brindando con un ottimo vino rosso locale si è concluso questo primo incontro. Tutto lascia pensare che Pulcinella Maccus verrà a breve a scoprire le sue origini atellane. Sant’Arpino è già pronta e in attesa.
About author
You might also like
Una parola al mese. Desiderare, la natura umana nella sideralità
*Roberto Petrazzuolo -La parola “desiderare”, dal latino desiderium, esprime una condizione di bramosia, di mancanza, di tensione verso qualcosa che non si possiede. Il suo fascino etimologico affonda nella radice
Silvestro Palmiero, un talento a passo di danza tra i Prodigi
Maria Beatrice Crisci – E’ casertano il piccolo campione di Prodigi, Silvestro Palmiero, appena 12 anni. A lui andrà la borsa di studio messa a disposizione dall’Unicef. Il verdetto al
Cesaf maestri del lavoro, incontro con il questore Grassi
Redazione -Il questore di Caserta dott. Andrea Grassi ha incontrato nella mattinata di oggi una delegazione dellaultradecennale associazione di insigniti della stella al merito del lavoro dal presidente della repubblica.Il





