Teatro Festival. Dodicesima giornata, “Il rito” di Bergman

Teatro Festival. Dodicesima giornata, “Il rito” di Bergman

-“Il rito” di Bergman e quello che apre Sportopera. Questa, in sintesi, la giornata del 20 giugno al Campania Teatro Festival. Alle ore 21 al Teatro Mercadante va in scena, con adattamento e regia di Alfonso Postiglione, la prima assoluta de “Il rito”, tratto dall’omonimo film di Ingmar Bergman del 1969. Tre artisti di varietà (i coniugi Hans e Thea, e Sebastian, amante della donna) sono denunciati per la presunta oscenità di un numero del loro ultimo spettacolo. Il giudice Abrahmsson li interroga per decretarne l’eventuale condanna. Non riuscendo a farsi un’idea dai colloqui con gli artisti, l’uomo assiste alla performance allestita nel suo ufficio, subendone conseguenze inaspettate. Al centro del lavoro, il tema della censura e l’impossibilità di contenere la potenzialità destabilizzante dell’atto artistico. Nell’istruttoria che il giudice conduce, dapprima cerimonioso poi prepotente, si dispiegano la fragilità nevrotica della bellissima Thea, la vanità violenta di Sebastian, la razionalità noiosa di Hans. Ma progressivamente, Abrahmsson stesso viene stanato implacabilmente nella sua più oscura e repressa
identità. E allora è soprattutto la vita che viene messa sotto processo, rivelando tutta la sua artaudiana oscenità, fino a costringere i personaggi a consegnare, nel rito finale, le proprie colpe a qualcuno, fosse anche la colpa ultima di esistere. Lo spettacolo, partitura di parole e rapporti fisici tesi e affilati, è coprodotto dalla Fondazione Campania dei Festival-Campania Teatro Festival, Ente Teatro Cronaca e Teatro di Napoli-Teatro Nazionale. Si replica il giorno dopo alle ore 19.  Al Teatro Nuovo alle ore 20 parte invece, a cura di Claudio Di Palma e Vesuvio Teatro, la sezione Sportopera. Fulcro di questa nuova edizione è una famosa frase di Platone che certifica l’esistenza di una complementarità tra filosofia e atletismo: “Chi si applica alla scienza deve anche esercitare i movimenti del corpo facendo ginnastica, e così chi alleva il corpo deve farvi corrispondere i movimenti dell’anima, giovandosi della musica e della filosofia”. 
Un’affermazione confermata dalla sua esperienza di pensatore e di cultore e interprete del pancrazio, un mix di lotta e pugilato. “Platone- come spiega Di Palma nelle note di presentazione della rassegna- elegge in questo modo l’agón, cioè il confronto, la disputa, a misura identificativa sia della lotta che del dialogo, ovvero dello strumento ideale della conoscenza filosofica. Così proprio il dialogo diventa la
cifra espressiva comune delle tracce drammaturgiche di Sportopera 2023. Una provetta tennista, Coppi, Bartali, il nuotatore Eraclito, un allenatore spretato, si fanno interpreti singolari ed emblematici dello gnōthi seautón (conosci te stesso) e del medèn àgan (niente di troppo), ovvero dell’obiettivo e del limite riguardanti al tempo stesso l’esercizio del pensiero come quello dello sport. Già, lo sport, quel
controverso miscuglio di passioni e pulsioni al quale (credendo a Porfirio “nudi e crudi senza tuniche entriamo nello stadio, nei giochi olimpici dell’anima) molti filosofi hanno dedicato inesausta partecipazione emotiva e spregiudicata esplorazione fisica”. 
Spettacolo inaugurale di Sportopera è “Atleti al campo di allenamento”, esito del
laboratorio a cura di Paola Carbone. Dai testi di Raffaele La Capria, Chandra Livia
Candiani, Davis Miller e Franco Arminio. E proprio i versi di Arminio, uno dei più
grandi poeti italiani, hanno ispirato il primo evento della Sezione (Da bambino
m’impegnavo/in molte sfide, fissare/il sole, resistere/ al solletico, privarmi/del
respiro/non vincevo e non morivo/perché subito fallivo). “Esercizi di resistenza,
sondaggi del limite, che hanno relazioni significative sia con l’adolescenza che con lo
sport”, scrive Claudio di Palma. E aggiunge:” Del resto cosa è lo sport per i giovani
se non un percorso formativo (fisico ed emotivo) che li espone alla difficile arte della
narrazione del proprio corpo e dei propri sentimenti. Potremmo definire il corpo degli
adolescenti come un pianeta per loro ancora sconosciuto, ma così vivo da sentirne a
distanza le pulsazioni del cuore. Mettere insieme l’anatomia del corpo attraverso le
regole dello sport è la sfida per un’educazione sentimentale necessaria. Come
necessari sono i poeti, i musicisti, i danzatori, gli attori, anch’essi atleti ostinati delle
loro discipline”.  Sul sito campaniateatrofestival.it sono consultabili le promozioni ed è possibile
acquistare i biglietti per gli spettacoli.   
 Il Campania Teatro Festival, parte rilevante della rete Italia Festival e dell’EFA
(European Festival Association), è finanziato dalla Regione Campania e si avvale
anche di un contributo annuo del Ministero della Cultura per il suo schema
multidisciplinare.

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