Teatro Festival, Gea Martire protagonista in Villa Floridiana

Teatro Festival, Gea Martire protagonista in Villa Floridiana

-Sono tre i “battiti per la bellezza” del 23 giugno al Campania Teatro Festival. A
cominciare, nell’ambito della Sezione Sportopera, da “Eraclito e
l’orologiaio”, tratto dalla raccolta “Piccolo teatro filosofico” di Aldo Masullo, che
va in scena alle 20 al teatro Nuovo per l’interpretazione di Francesco
Roccasecca e Claudio di Palma, che ha curato anche la regia. Il grande filosofo,
scomparso nel 2020, propose in questo prezioso volume edito da Mursia quattro
dialoghi, uno dei quali dedicato al Tempo. All’uomo che vende orologi, “l’Oscuro”
insegna che il vivere è patire, sentire, provare e che il segreto è l’azione. Con
l’obiettivo di scoprire ignote possibilità di senso. Nella trasposizione scenica il testo
originale trova nuova collocazione simbolica nei corpi di un nuotatore ed un
cronometrista. Più leggeri sono i pensieri dei due, il motivo della loro contesa e del
loro dialogo, mentre il luogo della disputa è il bordo-vasca di una piscina. L’acqua è
lì, i suoi reverberi in scena ne confermano il moto e giustificano la più nota
affermazione di Eraclito: panta rei. L’acqua resta probabilmente la destinazione finale
del pensatore/nuotatore, il suo scorrere sotto le bracciate dello stile libero rappresenta
forse la più giusta testimonianza del farsi e disfarsi nel medesimo istante della vita e,
perché no, dell’assoluta simultaneità di nascita e morte.  
  
Alle ore 21.30, invece, al Teatrino di Verzura in Villa Floridiana Gea
Martire sarà la protagonista de “La cappella di famiglia”, racconto breve di Marco
Perillo ambientato a Napoli negli ultimi anni del 1700. Theresa Blake è una dama
irlandese di ventitré anni che ha sposato il facoltoso giureconsulto napoletano
Giordano Ascione. Lui è spesso assente da casa, trascura i suoi doveri coniugali e lei
immagina che possa tradirla. Per Theresa non vi è altro rifugio che la preghiera
all’interno di una cappella di famiglia, situata accanto alla loro villa. Ben presto
scoprirà che il marito fa parte di una setta di rivoluzionari che mirano a rovesciare il
trono di Ferdinando IV di Borbone. Nel frattempo, la donna conosce un giovane
pescatore di nome Antonio, del quale rimarrà fortemente attratta. Nel 1794 Giuseppe
Ascione è scoperto e imprigionato dalle guardie reali. Theresa, rimasta sola per molto

tempo, avrà modo di concedersi una notte indimenticabile in compagnia di Antonio.
Nel gennaio del 1799 i francesi entrano a Napoli costringendo i Borbone alla fuga a
Palermo. Giordano Ascione e altri patrioti sono liberati, partecipano attivamente alla
vita politica della neonata Repubblica Napoletana. Il pescatore Antonio, rimasto
fedele al sovrano, è in pericolo. Theresa gli assicura rifugio all’interno della cappella
di famiglia, dove però non si gode asilo. Nel furore degli ultimi giorni della
Repubblica, ancor prima del vendicativo ritorno di re Ferdinando, i due amanti si
troveranno a fare i conti ognuno con la propria sorte.   “La cappella di famiglia” è il
nuovo interessante segmento de “Il Sogno Reale. I Borbone di Napoli”, il Progetto
Speciale del Festival, ideato da Ruggero Cappuccio e curato da Marco Perillo, che
è prodotto dalla Fondazione Campania dei Festival- Campania Teatro
Festival. La lettura dello stesso testo, affidato al talento teatrale di Gea Martire, sarà
replicata il 29 giugno nel Museo Archeologico Nazionale della Valle del Sarno (Sa) e
l’8 luglio nella località Foresta di Tora e Piccilli, in provincia di Caserta.   
  
Al teatro Trianon Viviani, infine, alle ore 20 va in scena “Chiedete e vi sarà
dato”, drammaturgia di Andrea Jimenez, che è anche regista dello spettacolo
insieme a Pina Di Gennaro. Dieci donne provenienti da diverse parti del mondo si
riuniscono per riflettere sul loro rapporto con il desiderio, il bisogno e il volere. Le
donne sono state a lungo viste come uno strumento per realizzare i desideri e le
fantasie degli altri, in particolare degli uomini; ma oggi i loro bisogni e desideri, le
loro fantasie saranno al centro del palcoscenico. Avranno il coraggio di chiedere. Non
è facile come sembra…. “Faccio teatro -scrive l’artista spagnola- con, per e sulle
persone che sono in sala, sperando di onorare questo improbabile incontro di persone
che altrimenti non si sarebbero mai incontrate. Ci riuniremo per sollevare le domande
a cui non è possibile rispondere con le parole. Osare guardare le nostre paure.
Abbandonarsi alla tenerezza. Abbracciare la rabbia. Per dare un nome al desiderio.
Per farlo accadere. Per credere di nuovo. Osare vedere ed essere visti. Qualunque
cosa accada sarà l’unica cosa che sarebbe potuta accadere. Rendiamolo gioioso”.
L’evento nasce nell’ambito del progetto “Quartieri di Vita. Life infected with
social theatre!”, organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival, con il
sostegno dell’Instituto Cervantes de Napoles e di Eunic Global. Sul sito campaniateatrofestival.it sono consultabili le promozioni ed è possibile acquistare i biglietti per gli spettacoli.    
 Il Campania Teatro Festival, parte rilevante della rete Italia Festival e dell’EFA
(European Festival Association), è finanziato dalla Regione Campania e si avvale
anche di un contributo annuo del Ministero della Cultura per il suo schema
multidisciplinare.

Comunicato stampa

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