HaberBukowski a SettembrealBorgo, storie di ordinaria magia

HaberBukowski a SettembrealBorgo, storie di ordinaria magia

Enzo Battarra

Alessandro Haber 2- C’è una generazione che è cresciuta nel culto di Storie di ordinaria follia, il film del 1981 diretto da Marco Ferreri, interpretato da Ben Gazzara e un’insolita Ornella Muti, tratto dai racconti di Charles Bukowski. Ebbene, l’altra sera è sembrato che lo scrittore e poeta statunitense, originario però di Andernach, in Germania, si fosse materializzato davanti al pubblico. A dargli vita, essenza, voce, gesti quel grande interprete che è Alessandro Haber.

Sarà stata la suggestione del luogo, la sintonia dell’attore e regista bolognese con un pubblico attento e preparato, consapevole dell’asprezza dei testi, certo è che il Bukowski di Alessandro Haber nel Teatro della Torre a Casertavecchia ha incantato, ha appassionato, ha fatto riflettere e in alcuni passaggi ha anche divertito. È stata la perla teatrale della 46esima edizione del Settembre al Borgo firmato da Enzo Avitabile, un festival che grazie al musicista e compositore napoletano è tornato a quell’indirizzo culturale che è proprio delle sue radici.

Straordinario, tra i testi di Bukowski interpretati da Haber, il passaggio sulla libertà sessuale che si viveva in epoca pre-Aids e che invece la malattia virale ha represso, modificando anche l’approccio alla vita, sia in termini individuali che sociali. E poi i versi di Una poesia è una città, versi di una bellezza sconvolgente fatti rivivere splendidamente dall’attore, in quello scenario architettonico ricco di suggestioni antiche che è il Castello medioevale di Casertavecchia. Applausi scroscianti e lungo bis strappato ma concesso con affetto da Alessandro Haber.

Meritano una sottolineatura le esecuzioni musicali che i due strumentisti casertani Ubaldo Tartaglione e Ferdinando Ghidelli hanno saputo apportare alla magia della serata. Discreti ma presenti, pronti a lasciar spazio alla parola, ma anche capaci di riannodare con i loro suoni la voce dell’attore, a creare un tessuto di vibrazioni utile a fare da supporto allo straripante monologo.

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