I commercialisti a Roma annunciano lo sciopero
“A Roma in piazza Santi Apostoli i dottori commercialisti di tutta Italia si sono riuniti in una manifestazione di protesta contro i recenti provvedimenti legislativi, che continuano a rendere sempre più difficile l’esercizio della professione e non contribuiscono alla ripresa economica del Paese. La burocrazia sempre più impreparata vuole rimediare alle proprie carenze, riversando sui professionisti infiniti e spesso inutili adempimenti”. Così Pietro Raucci e Luigi Fabozzi, rispettivamente presidente uscente e neo eletto al vertice dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Caserta, all’indomani della prima grande manifestazione di protesta in piazza tenutasi nella Capitale mercoledì scorso.
Ottanta circa i professionisti casertani che vi hanno preso parte. Oltre un migliaio i partecipanti; presenti tutte le sette sigle sindacali, che si sono avvicendate negli interventi. Un coro unanime contro la burocrazia, a favore di una reale semplificazione per restituire dignità alla categoria.
“Rispetto, dignità e considerazione”. Queste le parole che, più di altre, hanno risuonato nella piazza romana gremita di commercialisti venuti da ogni angolo d’Italia per partecipare a quella che verrà ricordata, per forza di cose, come una giornata storica per la categoria. Una partecipazione salutata anche dal presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili Gerardo Longobardi. Nell’occasione è stata annunciata la prima astensione collettiva dei commercialisti, che si terrà dal 28 febbraio al 7 marzo 2017. Per otto giorni consecutivi, i commercialisti che aderiranno allo sciopero potranno astenersi dal rispettare le scadenze, prima fra tutte quella relativa all’invio delle dichiarazioni annuali Iva. Una scelta simbolica. La dichiarazione Iva per il 2017, ma solo per il 2017, visto che dal 2018 il termine cambia di nuovo, scadrà il prossimo 28 febbraio. Di fatto, i commercialisti che aderiranno allo sciopero “acquisiranno” la dichiarazione per poi trasmetterla una volta finita la protesta. In questo modo, l’Agenzia delle Entrate riceverà i dati sette giorni dopo la scadenza individuata. Protesta che riguarderà anche il patrocinio presso le Commissioni tributarie provinciali e regionali per i contenziosi in cui i commercialisti assistono i contribuenti. Non sarà interessata, invece, la trasmissione telematica delle certificazioni uniche all’Agenzia delle Entrate, seppure in scadenza proprio il 7 marzo, anche perché poi al “rientro” al lavoro ci sarebbe un sovraccarico di adempimenti difficilmente gestibile.
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