La menzogna, il profiling della vittima (parte quinta)

La menzogna, il profiling della vittima (parte quinta)

Tiziana Barrella

-Quando parliamo di menzogna non possiamo non tener conto dell’altra metà che compone il  puzzle: ad ogni bugiardo abile, ingenuo, seriale o occasionale coincide sempre la vittima della sua fandonia! Che sia attenta e diffidente, che sia ingenua e credulona, che dia per buona ogni spiegazione che gli viene data per quieto vivere, tutti abbiamo almeno una volta nella vita rivestito, più o meno consapevolmente, il ruolo di vittima di una frottola e secondo la casistica possiamo suddividerle in quattro categorie distinte:

Il destinatario attento – ha una naturale propensione ad approcciarsi con gli altri ascoltando con attenzione ciò che gli viene detto; è  solitamente un individuo empatico, attento e riflessivo. Sa cogliere i dettagli ed ha un’ottima memoria. Farla franca con questo soggetto è davvero difficile e se fra le righe  di un discorso viene data per buona una  eventuale menzogna, non è certo perché lui non l’abbia notata! Al bugiardo si dice che va sempre lasciata una via di fuga!

Il destinatario sospettoso – prudente e talvolta finanche diffidente, il destinatario sospettoso è quello che anche sulla base  di pochi indizi – che cerca con grande attenzione in ogni discorso – diffida di ciò che gli viene detto e, grazie al suo naturale spirito indagatore, pone le domande giuste per accertarsi della veridicità del narrato ed eventualmente smascherare il bugiardo.  

Il destinatario credulone – prende per vero tutto ciò che gli viene detto, è notoriamente fiducioso nelle parole del prossimo, è poco  diffidente e guidato da una naturale propensione alla verità (truth bias); talvolta il destinatario credulone è finanche ingenuo!

Il destinatario acquiescente – è un soggetto accomodante e tendente ad evitare lo scontro, il suo motto è vivi e lascia vivere. Pur capendo che gli viene raccontata una frottola, non trova interesse a contestarla. L’essere accomodanti non deve confondere però, non  indica affatto un elevato livello di credulità, ma semplicemente  un  desiderio di  evitare conflitti o prese di posizione.

Nelle relazioni interpersonali (tra marito e moglie; genitori e figli; tra datore di lavoro e lavoratore) è facile trovare il destinatario acquiescente: infatti pur rendendosi conto perfettamente della incongruenza di alcuni fatti così come raccontati, accetta incondizionatamente sorvolando su tutto e non chiedendo ulteriori spiegazioni. Del resto si dice sempre che pur capendo perfettamente che chi abbiamo di fronte ci ha appena mentito, abbiamo davvero interesse  a smascherarlo? 

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Tiziana Barrella
Tiziana Barrella 110 posts

Avvocato del Foro di Santa Maria Capua Vetere. Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Giuridico Italiano. Segue numerose attività formative per alcune Università italiane. Svolge docenza e formazione per enti pubblici, privati e università. Profiler e studiosa di criminologia e psicologia comportamentale, nonché specializzata già da anni, nello studio della comunicazione non verbale e del linguaggio del corpo, con una particolare attenzione rivolta al significato in chiave criminologica delle azioni eterolesive ed autolesive, necessarie per la redazione di un profiling.

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