Leggi la parola Hygge, la felicità nelle piccole cose quotidiane

Leggi la parola Hygge, la felicità nelle piccole cose quotidiane

Antonio Leo*

-Una filosofia e uno stile di vita, la ricerca di una felicità a portata di tutti perché basata sulle piccole gioie quotidiane, la volontà di lasciarsi sorprendere da dettagli apparentemente comuni, la creazione di una comfort zone casalinga, fatta di oggetti e di rituali, di luci e di profumi: questi e molti altri i significati del termine Hygge. Secondo numerosi sondaggi internazionali, la Danimarca è il paese che ospita le persone più felici al mondo; non stupisce, quindi, che in danese esista un termine specifico per definire la ricerca del benessere. Hygge (si pronuncia “Hügge”) è una parola relativamente recente che si è diffusa con rapidità al di fuori dei propri confini linguistici, raggiungendo tutto il mondo. Termine nuovo, sì, ma che descrive sensazioni ben conosciute da ognuno di noi: la luce tremula delle candele, il crepitio del fuoco nel camino, l’aroma di una bevanda calda o di un dolce nel forno, il piacere di una conversazione rilassata, la morbidezza di una coperta, sono tutte situazioni profondamente hyggeling.

Il successo di questa filosofia poggia sulla riscoperta di valori semplici e robusti come la famiglia, l’accoglienza, la convivialità, ma anche su una precisa cifra estetica che si innesta sulla semplicità dello stile Nordic, con ampie possibilità di personalizzazione, sempre orientate a creare un’atmosfera confortevole e rilassante. E allora via libera al legno naturale, alle superfici decapate tipiche dello Shabby, a materiali grezzi e luci soffuse, ad accenti boho e tessuti caldi, ma soprattutto a oggetti e composizioni fai da te, che riempiano gli ambienti di ricordi e di dettagli unici. Amore, quindi, per il riciclo creativo e per i materiali naturali, in linea con la crescente spinta ambientalista che caratterizza i nostri tempi. Ma non solo la vista viene appagata, poiché sono importanti anche i profumi e i sapori di una cucina il quanto più possibile casalinga, così come i suoni intimi della musica acustica. L’Hyggekro, ossia l’ambiente domestico, diventa un vero e proprio rifugio in grado di trasmettere gioia e protezione e di stimolare la voglia di passare il tempo libero, da soli o in compagnia, in maniera rilassata. 

Anche i problemi di tutti i giorni trovano una soluzione hyggeling nell’imparare ad accettare il tempo che scorre con i suoi segni e a non patire le attese ma ad accoglierle come momenti di riflessione. Fondamentale fermarsi a godere di ogni sensazione e prendersi tempo per ogni gesto, magari trasformandolo in un piccolo rituale.

Ricominciare da obiettivi semplici e raggiungibili, trovare del tempo per sé stessi, concedersi qualche coccola, offrire ed apprezzare la gentilezza, senza dare per scontata la bellezza delle cose che ci circondano ogni giorno, a conti fatti, Hygge è un modo per ritrovarsi.

* Dottorato in Eurolinguaggi e Terminologie Specialistiche – Università degli Studi di Napoli “Parthenope” / Rubrica a cura della Parthenope

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Maria Giovanna Petrillo
Maria Giovanna Petrillo 72 posts

Magi Petrillo alias Maria Giovanna Petrillo è professore Associato in Letteratura Francese e giornalista pubblicista. Incardinata presso il Dipartimento di Studi Economici e Giuridici dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”. Insegna “Abilità Linguistiche in Lingua Francese” e “Civiltà Francofone. Dal 2021 coordina il Collegio Docenti del Dottorato di ricerca in Eurolinguaggi e Terminologie Specialistiche. Formatrice CLIL/EMILE. I suoi campi di ricerca riguardano la letteratura francese e francofona dal XIX secolo all’estremo contemporaneo; alcuni lavori indagano la polarità tra giornalismo, cinema e letteratura.

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