Nuove ricerche per il dinosauro Ciro, il fossile di Pietraroja

Nuove ricerche per il dinosauro Ciro, il fossile di Pietraroja

Luigi Fusco

-Nuove indagini conoscitive sono in arrivo per il piccolo fossile di dinosauro di Pietraroja nel Sannio meglio conosciuto con il soprannome di Ciro, attualmente esposto presso l’ex complesso convenutale di San Francesco a Benevento. A comunicarlo è la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le Province di Caserta e Benevento, diretta dal Funzionario Delegato Gennaro Leva. 

Lunedì 19 dicembre, il fossile di dinosauro Scipionyx samniticus, questo il suo vero nome scientifico, verrà sottoposto a “lente d’ingrandimento” per una serie di ricerche destinate a dare ulteriori informazioni riguardanti la modalità di conservazione dei suoi tessuti molli e la loro organizzazione tridimensionale.  Lo scopo, inoltre, è di fornire anche inedite notizie che possano far comprendere in maniera approfondita la transizione evolutiva che, in generale, ha consentito il passaggio dai dinosauri carnivori agli attuali uccelli.

Le indagini sono state promosse dal Dottor Matteo Fabbri del Field Musem of Natural History di Chicago. Le analisi sul fossile sono state autorizzate dal Dottor Simone Foresta, dirigente archeologo della soprintendenza beneventana di cui è responsabile il funzionario Geometra Gerardo Marcucci. 

Ciro è stato il primo dinosauro rinvenuto in territorio italiano ed è tuttora considerato il fossile più importante della nazione.  Scoperto nel 1980 a Pietraroja, in provincia di Benevento, da un privato cittadino, il reperto venne però classificato poco più di un decennio dopo dai paleontologi del Museo di Storia Naturale di Milano. Successivamente venne affidato alla Soprintendenza di Salerno, che, all’epoca, aveva la competenza territoriale sul sito di rinvenimento. Tra la fine degli anni Novanta e gli inizi del Duemila, il piccolo fossile venne più volte studiato.

Ancora adesso Scipionyx è un caso unico al mondo, è l’esemplare neonato di un dinosauro che conserva, oltre alle prede di cui si nutrì nella sua brevissima vita, una varietà eccezionale di tessuti molli interni, tra cui legamenti intervertebrali, cartilagini articolari nelle ossa delle zampe, muscoli e connettivi del collo, parte della trachea, residui dell’esofago, tracce del fegato, altri organi ricchi di sangue, l’intero intestino, vasi sanguigni mesenterici, capillari, muscoli del cinto pelvico, degli arti posteriori e della coda, tutte parti ben visibili sino a livello subcellulare.

Il progetto ora promosso dal Field Museum of Natural History di Chicago prevede, invece, un programma di ricerca sui tessuti scheletrici e molli di Ciro tramite la digitalizzazione in tre dimensioni dello stesso fossile e attraverso le scansioni tomografiche computerizzate (microCT scanning).  Per le indagini relative al fossile di Pietraroja è stato individuato uno specifico microCT scanner nel laboratorio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) presso l’Osservatorio Vesuviano di Napoli.

Ciro è un’importante risorsa per il turismo locale. Ogni anno è oggetto di visite guidate e di iniziative, organizzate dalla sezione Servizi Educativi della Soprintendenza di Benevento diretta dalla Dottoressa Mariangela Mingione, che attirano migliaia di scolaresche provenienti da ogni parte d’Italia.

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Luigi Fusco - Docente di italiano e storia presso gli Istituti Superiori di Secondo Grado, già storico e critico d’arte e guida turistica regione Campania. Giornalista pubblicista e autore di diversi volumi, saggi ed articoli dedicati ai beni culturali, alla storia del territorio campano e alle arti contemporanee. Affascinato dal bello e dal singolare estetico, poiché è dal particolare che si comprende la grandezza di un’opera d’arte.

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