Orestea di Eschilo, a Giurisprudenza l’analisi della tragedia antica
Redazione -Interessante pomeriggio di riflessione al Dipartimento di Giurisprudenza della Vanvitelli nell’ambito del ciclo “Caffè letterari”. «L’invenzione del processo. Una lettura dell’Orestea di Eschilo», il tema dell’incontro. «Il Dipartimento di Giurisprudenza ha scelto di dare uno speciale rilievo ai classici partendo da alcuni dei testi tragici più significativi che siano giunti fino a noi: l’Orestea di Eschilo, trilogia che mette in scena la nascita del tribunale come atto che interrompe la catena della vendetta di sangue». Così i professori, membri della Commissione Terza Missione: Carmela Di Carluccio, Giovanna Petrillo e Gianvito Brindisi.
Quindi, aggiungono: «Questo classico così carico di implicazioni giuridiche è stato oggetto dell’analisi di un ospite d’eccezione, il professore Alberto Andronico, docente di Filosofia del diritto presso l’Università di Catania. Il progetto nasce in collaborazione con i nostri studenti e con le associazioni studentesche». E invero, davvero grande è stato l’impegno, in particolare, dell’Associazione studentesca “Futura Vanvitelli”. «Noi studenti, tutti, siamo rimasti entusiasti dell’iniziativa». Queste le parole di Sharon Zanni, che fa parte della commissione Terza Missione per la componente studentessa e che ha collaborato attivamente con l’Associazione. La stessa poi aggiunge: «Abbiamo ricevuto spunti di riflessione, stimolanti per la crescita del pensiero critico, in qualità di giuristi del futuro. Il professore Alberto Andronico ci ha guidato nel passaggio dalla società arcaica, permeata da un senso di religiosità oscura e violenta, a una società moderna, dove le Eumenidi garantiscono la Giustizia, esercitata dal tribunale dell’Areopago».
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