San Biagio, il vescovo martire invocato per proteggere la gola

San Biagio, il vescovo martire invocato per proteggere la gola

Luigi Fusco

San Biase ‘o sole pe ‘e case, è l’antico detto napoletano che si pronuncia nel giorno di San Biagio, ovvero il 3 febbraio. Forte è la devozione nei confronti di questo martire della chiesa cristiana in tutto il mondo. Notevole è, inoltre, la sua fortuna onomastica, così come la venerazione e le pratiche di fede offerte dai campani. Anche in Terra di Lavoro, in quasi tutte le parrocchie, nella ricorrenza del suo dies natalis, vengono celebrate apposite liturgie. Cerimonie che prevedono, generalmente, la messa, l’unzione della gola con le candele incrociate e la benedizione del pane a forma di manina, pastorale o trachea. Di conseguenza, considerevole è l’apporto iconografico di Biagio che si riscontra nelle numerose opere d’arte presenti all’interno dei vari luoghi sacri del territorio.

Il suo soggetto, difatti, varia a seconda dei passi scelti della sua vita che, nel corso dei secoli, i committenti e gli artisti hanno voluto raffigurare. Secondo la tradizione, Biagio fu vescovo di Sebaste, in Asia Minore, e ivi venne martirizzato sotto l’imperatore Licinio, all’inizio del IV secolo.

La sua fama è soprattutto legata a fatti leggendari. Alcuni di questi episodi iniziarono a comparire in diverse pitture di età rinascimentale. In particolare, tra Quattro e Cinquecento, la figura di San Biagio venne assimilata a quella di San Francesco d’Assisi, per la sua mitezza e per aver stabilito un rapporto speciale con gli animali selvatici e gli uccelli. Sempre nello stesso periodo, cominciò a essere raffigurato mentre, legato a una colonna, gli viene lacerata la pelle.

Il tipo più fortunato della sua rappresentazione prevedeva, comunque, la presenza degli abiti vescovili, della mitria e del pettine, quale strumento del martirio, di forma quadrata con i denti corti e dotato di un manico, molto simile nella struttura a quello utilizzato per la cardatura della lana. Non a caso, San Biagio è considerato protettore dei cardatori.

Per quanto concerne le sue invocazioni, viene chiaramente implorato per guarire dai malanni di gola, in quanto salvò un bambino a cui si era conficcata una spina di pesce in gola. Da questo miracolo nacque, poi, l’iconografia del santo con il bambino che viene salvato, ma anche quella con le due candele tenute per mano e messe incrociate verso la trachea di un fedele o di un committente volutamente rappresentati per simboleggiare il miracolo avvenuto.

About author

Luigi Fusco
Luigi Fusco 464 posts

Luigi Fusco - Docente di italiano e storia presso gli Istituti Superiori di Secondo Grado, già storico e critico d’arte e guida turistica regione Campania. Giornalista pubblicista e autore di diversi volumi, saggi ed articoli dedicati ai beni culturali, alla storia del territorio campano e alle arti contemporanee. Affascinato dal bello e dal singolare estetico, poiché è dal particolare che si comprende la grandezza di un’opera d’arte.

You might also like

Cultura 0 Comments

Intima Lente, l’etnofilm festival raccontato da un protagonista

Augusto Ferraiuolo – Per l’ottava volta Caserta sarà il palcoscenico di Intima Lente / Intimate Lens, importante festival documentaristico. L’attenzione è posta innanzitutto su film di carattere etnografico, con l’intento

Cultura 0 Comments

Aversa, a Palazzo Cascella conversazione su Maria Maddalena

Maria Beatrice Crisci – La suggestiva dimora di Palazzo Cascella ad Aversa ospita mercoledì 14 marzo alle ore 18,30 l’evento “Il Messaggio di Maria Maddalena. Conversazioni con l’autore”. L’iniziativa prende

Spettacolo 0 Comments

La classica al People, trio in concerto degli Amici della Musica

Pietro Battarra – Ritorna a Caserta un appuntamento molto atteso per i cultori della musica classica. Lunedì 26 marzo alle ore 19 l’Associazione Amici della Musica di Terra di Lavoro

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!

Leave a Reply