Università Vanvitelli, una winter school per formare i curatori

Università Vanvitelli, una winter school per formare i curatori

Claudio Sacco

-Una winter school promossa dall’Università Vanvitelli, guidata dal rettore Gianfranco Nicoletti per professionisti del settore dei beni culturali. E in particolare, esperti di technical art history e curatori. A organizzare il corso sono il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell’Ateneo casertano, il Museo e il Real Bosco di Capodimonte e il Centro per la Storia dell’Arte e dell’Architettura delle Città Portuali La Capraia. L’evento formativo è della durata di 75 ore e prenderà il via lunedì 24 gennaio. Due le sedi scelte: il Museo e il Real Bosco di Capodimonte e la Certosa di San Martino.

Il corso è curato da Andrea Zezza, docente di Storia dell’arte moderna all’Università Vanvitelli, che si è avvalso della collaborazione del comitato scientifico composto da Sylvain Bellenger, direttore del Museo e del Real Bosco di Capodimonte, e da Angela Cerasuolo, capo dipartimento Restauro nello stesso museo. I docenti dell’Università Vanvitelli che hanno collaborato sono Marco Cardinali, responsabile del laboratorio di Diagnostica della Vanvitelli, Riccardo Lattuada, Storia dell’arte moderna, e Carlo Rescigno, Archeologia classica.

È il professore Cardinali l’esperto di technical art history. «Il corso è rivolto a studenti e laureati in restauro e in storia dell’arte. L’inquadramento di questa disciplina è a livello di master». Ma cosa è necessario sapere e fare per tutelare le opere d’arte e presentarle in un allestimento interessante per il pubblico, che sia anche in grado di valorizzarle al meglio? Queste le domande che saranno sviluppate durante il corso articolato in lezioni frontali e sessioni di workshop, ma anche in sopralluoghi in altri musei e siti monumentali.

Il progetto didattico propone di presentare le attività connesse con la conservazione e la cura delle opere in tutte le molteplici declinazioni che si offrono nel museo. Lo studio delle opere coniuga aspetti distinti e approcci diversificati che si incontrano nella specificità di ogni singolo oggetto, intrecciando attività di tutela, conoscenza e prevenzione, quindi ricerca storica e valorizzazione. I temi spazieranno dai progetti espositivi, considerando la loro produzione e il trasporto delle opere d’arte, al coordinamento scientifico e al management dei depositi, alla documentazione tecnico-scientifica e alla digitalizzazione dei dati e delle immagini. E ancora, al management. La formazione sarà a cura di professionisti del museo e docenti universitari, ma anche storici delle tecniche artistiche, scienziati della conservazione, restauratori e curatori.

La formula è multidisciplinare, per presentare le attività connesse con la conservazione e la cura delle opere in tutte le molteplici declinazioni che si offrono nel museo, ma anche per formare al meglio i futuri professionisti che andranno a operare nel settore dei beni culturali. Lo studio delle opere, infatti, coniuga aspetti distinti e approcci diversificati che si incontrano nella specificità di ogni singolo oggetto: esperienza delle peculiarità dell’opera e attività di tutela, conoscenza e prevenzione, ricerca storica e valorizzazione.

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