Covid. Salvatore, per la Campania meno soldi e meno personale
-La pandemia ha messo a nudo le nostre fragilità e soprattutto quelle del sistema sanitario italiano, indebolito da tagli sistemici e da incompiuti processi di riorganizzazione. Fragilità che hanno caratterizzato, in modo particolare, la medicina territoriale. Ma poiché dovremo convivere con le pandemie, bisogna pensare a un nuovo “Sistema Salute”. Negli ultimi 10 anni, le politiche sanitarie sono state caratterizzate da logiche ragioneristiche imposte dal M.E.F.. La spesa pubblica è calata al 74% del totale, mentre quella privata – che pagano i cittadini di tasca propria – è salita al 26%. Sono stati previsti tetti per “silos di spesa” che hanno depotenziato il ruolo del Ministero della Salute, posto a presidio degli equilibri di bilancio piuttosto che dello sviluppo dei servizi assistenziali. E’ giunto il momento di cambiare rotta. Puntare al territorio, alle comunità, ai fabbisogni effettivi di salute, allo sviluppo tecnologico, con piattaforme erogative trasversali e multidisciplinari. Insomma, una nuova politica sanitaria che agisca sui pilastri portanti del S.S.N., a partire dagli iniqui criteri di riparto del Fondo Sanitario, che vede la Campania fanalino di coda per “quota capitaria” (la somma che lo Stato paga per ogni cittadino). Il prospetto che segue illustra il riparto del F.S.N. 2020 (Fonte: delibera CIPE n. 20 del 14 maggio 2020 in G.U. n. 230 del 16 settembre 2020).
La Campania incassa annualmente dallo Stato, per cittadino residente, una quota capitaria inferiore a quella delle altre Regioni: 47 euro in meno rispetto alla Lombardia, fino ai 103 euro del Piemonte. Moltiplicando la minore quota col numero di abitanti si perviene al valore delle minori risorse annualmente incassate: circa 300 mln di euro. A tale sottostima va poi aggiunto il saldo negativo di mobilità sanitaria che ammonta a circa 357 mln di euro. Mancano all’appello dunque circa 650 mln di euro l’anno. Analoga considerazione merita la consistenza del personale sanitario presente in Campania, anch’essa inferiore a quella di molte altre Regioni d’Italia. Il prospetto che segue illustra la consistenza rilevata nel 2018 (Fonte: ISTAT).
La Campania pertanto ha dovuto fronteggiare una gravissima emergenza sanitaria con meno personale (anestesisti e infermieri) e meno risorse finanziarie. Ma nonostante ciò, grazie al duro lavoro svolto da tutti gli attori del sistema salute regionale, ed allo spirito di sacrificio del popolo campano, la nostra Regione sta contenendo la diffusione virale meglio di molte altre Regioni.
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*Il Direttore Scientifico e Responsabile dello Sportello Salute ANCI Campania Antonio Salvatore
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