Festa dell’Assunta, quando Matilde Serao veniva in provincia

Festa dell’Assunta, quando Matilde Serao veniva in provincia

Augusto Ferraiuolo, (opera in copertina di Battista Marello)

– Quando qualche anno fa mi capitò di assistere alla processione per la SS. Assunta e San Simmaco, a Santa Maria Capua Vetere un paio di cose mi colpirono particolarmente, vale a dire l’estrema bellezza (e ricchezza) della statua della Madonna e il momento dell’incendio del campanile (probabilmente il climax della festa). La statua è opera di Antonio Migliorini, commissionata dopo il 1830 e consegnata il 1837, ed ha caratteristiche iconografiche interessanti (ad esempio il gioco delle braccia, una verso il cielo, l’altra verso la terra) e, soprattutto, è impreziosita dalle vesti in seta di San Leucio. L’incendio del campanile è ottenuto con l’esplosione di fuochi d’artificio da dentro la torre campanaria della chiesa di Santa Maria Maggiore, e l’illusione di una accensione dell’edificio è molto realistica.

Sarebbe d’obbligo che a questo punto iniziassi la descrizione della festa, ma non lo farò, perché lascio questo compito alle parole di Matilde Serao, autrice di un racconto ambientato a Santa Maria Capua Vetere, nei giorni della festa. Il racconto, dal titolo Non più, fu pubblicato originariamente nel Fanfulla della domenica, nel 1885, e poi inserito nella raccolta Il Romanzo della Fanciulla, e attualmente disponibile, nella versione elettronica della IV edizione del 1893 a cura di Treves, Milano, sul sito http://www.classicistranieri.com/liberliber/Serao,%20Matilde/il_rom_p.pdf, come parte del “Progetto Manuzio”, dell’associazione Liber Liber).

Notizie sullo stretto rapporto tra Serao e la provincia di Caserta, in particolare con Ventaroli di Carinola (luogo di nascita del padre) e Santa Maria Capua Vetere, sono rintracciabili nell’interessante articolo di Alberto Perconte Licatese Matilde Serao a Santa Maria Capua Vetere, anch’esso reperibile on line, al sito http://www.albertoperconte.it/wp-content/uploads/2016/03/Serao.SMCV_.pdf, visionato il 10 agosto 2017.

Il mio interesse per Matilde Serao, fin da quando ho cominciato a lavorare sui racconti popolari e sulle figure fantastiche, come il munaciello, riguarda proprio questa sua capacità di guardare, da una prospettiva letteraria (ma con un taglio molto vicino a quello sociologico), quel quotidiano folklorico che sicuramente anche lei attraversava. Non so, e lascio ad altri più competenti di me dirlo, se il suo verismo raggiunga o meno livelli alti ma, per usare le parole di Benedetto Croce, la sua capacità di “osservazione mossa da sentimento” rimane un punto di riferimento. È un modo, anche questo vicino alla sociologia e all’antropologia, di dare voce a chi voce, storicamente, non ha.

Il racconto ha ovviamente una sua dimensione narrativa che può o meno interessare, ma quello che suggerirei è di leggerlo per quegli spaccati etnografici di cui dicevo prima e che sono evidenti fin dalle prime parole. Buona lettura!

About author

You might also like

Attualità

Pastore tedesco nel dirupo, storia con lieto fine a Pontelatone

Maria Beatrice Crisci – Lieto fine per uno splendido esemplare di pastore tedesco finito in un dirupo a Pontelatone. L’animale, una volta caduto, non è più riuscito a risalire. Dopo

Primo piano

Parco della Reggia. Entrata da Ercole per gli abbonati

(Redazione) – “Da ieri, tutti i giorni festivi e prefestivi, dalle ore 10 alle ore 14 gli abbonati possono entrare nel Parco della Reggia dal cancello di Ercole”. Così in

Primo piano

Sant’Agata, Capua festeggia la sua patrona dal mantello rosso

Luigi Fusco Non solo a Catania, ma anche a Capua, si celebra, il 5 di febbraio, il dies natalis di Agata, martire cristiana del terzo secolo. Anzi, come per la