MANN svelato, si aprono le porte virtuali della raccolta Spinelli

MANN svelato, si aprono le porte virtuali della raccolta Spinelli

Luigi Fusco

– Nonostante la chiusura nel week end del Museo Nazionale Archeologico di Napoli, così come previsto dal DPCM del 14 gennaio scorso, sarà possibile visitare, il prossimo fine settimana, alcune collezioni dell’istituzione museale, ma attraverso un intrigante percorso virtuale. Difatti, la direzione del MANN, acronimo del museo partenopeo, posterà sul proprio profilo istituzionale Facebook e successivamente su Instagram alcune immagini di reperti appartenenti alla raccolta Spinelli. Tali oggetti si trovano nei sottotetti del museo, precisamente sono collocati nel nuovo segmento del deposito Sing-Sing, così chiamato in quanto la sua struttura è stata paragonata, attraverso una sorta di parallelismo concettuale, a quella del noto carcere di massima sicurezza americano. Custoditi sono al suo interno manufatti di vario tipo rinvenuti dal barone Marcello Spinelli nel corso degli scavi condotti, tra il 1879 e il 1886, nell’area dove un tempo sorgeva parte dell’antica cittadina Suessula, la cui estensione era compresa tra gli odierni comuni di Maddaloni, Arienzo, San Felice a Cancello e Acerra. Le sue indagini vennero svolte proprio in una zona ricadente nel Comune napoletano, il Bosco di Calabricito, dove tuttora è visibile la sua residenza, un casino di ascendenza vanvitelliana, oggi abbandonato, e dove, recentemente, sono state riscoperte le sorgenti del Riullo. Qui, Spinelli vi trovò oltre 5000 pezzi, suddivisi tra 3000 manufatti in metallo e 2300 vasi, e un numero imprecisato di corredi funerari rinvenuti in una grande necropoli. Questa sua raccolta non ebbe vita facile; una sua prima sistemazione avvenne all’interno dell’abitazione dello stesso barone, che, nel giro di poco tempo, divenne una sorta di casa-museo visitata da eminenti studiosi del tempo. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il casino venne occupato dalle truppe militari tedesche, prima, e dalle forze alleate, dopo; fortunatamente, fu Amedeo Maiuri a scongiurare la dispersione di questo notevole patrimonio, spostando le collezioni da Acerra al Museo Nazionale di Napoli. Al termine del conflitto, Elena Spinelli, discendente di Marcello, decise di donare la collezione alla medesima istituzione museale. Il focus virtuale sulla raccolta Spinelli consentirà di conoscere uno dei tesori segreti più importanti del MANN; un’occasione ghiotta per studiosi e appassionati di antichità, in quanto avranno l’opportunità di vedere, per la prima volta, dei suggestivi reperti di età classico-ellenistica. Inoltre, attraverso tale percorso sarà possibile visionare immagini inedite relative ai primi allestimenti degli oggetti suessolani, approntati, negli anni Cinquanta, dall’indimenticato archeologo Maiuri.

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Luigi Fusco - Docente di italiano e storia presso gli Istituti Superiori di Secondo Grado, già storico e critico d’arte e guida turistica regione Campania. Giornalista pubblicista e autore di diversi volumi, saggi ed articoli dedicati ai beni culturali, alla storia del territorio campano e alle arti contemporanee. Affascinato dal bello e dal singolare estetico, poiché è dal particolare che si comprende la grandezza di un’opera d’arte.

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