World Vegan Day, la chef Mascia Raponi svela una sua ricetta

World Vegan Day, la chef Mascia Raponi svela una sua ricetta

Tiziana Barrella & Eleana Zaza

– Il primo novembre ricorre il World Vegan Day. È sempre più alto il numero di persone in Italia e nel mondo che  sta apprezzando quello che viene spesso confuso solo come un “modo diverso di mangiare” senza animali o loro derivati. In realtà il veganesimo, è molto di più: è una filosofia, uno stile di vita fondato sul principio della non violenza, dell’etica e del non sfruttamento di esseri senzienti, è l’acquisizione di una ampia consapevolezza in cui la prevaricazione e lo sfruttamento di altri esseri non trova spazio. Vegan sono quindi anche prodotti cosmetici e per l’igiene personale che non hanno alcun derivato animale nella loro composizione, o che più semplicemente, non sono testati su animali; così come pure, nell’ampio complesso della filosofia di vita etica, certamente potranno rientrare abitudini e attitudini a non acquistare o utilizzare prodotti (abbigliamento, accessori, elementi di arredo ecc.) che in genere abbiano determinato lo sfruttamento di altri esseri viventi.

La prima associazione che nacque per diffondere la cultura vegana fu la londinese Vegan Society. Proprio il giorno 1 novembre del 1944 Watson e Shrigley, fondarono un organismo che intendeva distinguersi dagli altri già esistenti e a cui si dà il merito di aver stimato un altissimo numero di iscritti. Lo stile alimentare cruelty free pare che abbia raggiunto delle interessanti percentuali. In Italia, secondo i dati Eurispes del 2019 i numeri di chi sceglie di seguire un’alimentazione consapevole sono sempre più crescenti soprattutto nel gentil sesso, mentre nel resto del mondo, sebbene i dati statistici abbiano già qualche anno, pare che più di 375  milioni di persone si siano direzionati verso un’alimentazione in cui gli animali non sono ingredienti.

Per sostenere questa importante giornata, la Vegan Chef Masha Raponi ha risposto per noi a qualche domanda e ci ha anche regalato una ricetta davvero speciale.

D. Masha che significa mangiare veg?

R. “Mangiare veg significa nutrirsi senza sofferenza; si intende sostenere madre terra in tutto ciò che è il suo sistema, compresi gli animali e  le piante; significa sostenere il sistema di guarigione della terra, già molto sfruttata, come i disboscamenti di interi territori  destinati alla produzione di foraggio per l’alimentazione animale. Se poi ci soffermiamo solo qualche istante sugli  allevamenti cosiddetti “intensivi”è semplicemente raccapricciante la modalità di trattamenti riservati agli animali  per sostenere un commercio di carne, che a tutt’oggi non ha più  motivo di esistere. Tutto il sistema che c’è dietro la carne va anche ad intaccare i mari, perché tutti gli scarti dell’industria alimentare vanno a sfociare negli oceani, perciò mangiare vegetariano e vegano, specie vegano, va proprio a sostenere un equilibrio terrestre molto elevato.   Mangiare vegano significa anche alimentare il proprio corpo con sostanze che contengono tutti i nutrienti necessari all’alimentazione dell’uomo, cosi come si evince da ricerche a carattere scientifico sull’argomento. Cereali,  ortaggi, verdure, frutta, possono essere sani e gustosi ingredienti nella preparazione di piatti con   un apporto calorico, proteico e nutrizionale bilanciato. Questo è quello che penso sia necessario  come contributo  individuale  in un progetto di risanamento della terra “. Fare il meno male possibile alla terra”..Aimsa è una  parola  sanscrita che significa : la legge del preservare la vita umana senza sofferenza.

Logicamente mangiare vegano, significa proprio questo per me. E se pensiamo a come vengono allevati gli animali o a  come viene invece coltivato un orto, che è gioia, solo a vederlo e poi, passi davanti ad un allevamento, dove le mucche le vedi tutte rinchiuse,  messe in fila con il mangime pieno di antibiotici e anti infiammatori; per poterle far crescere  il più velocemente possibile per il business,  già questo porterebbe spontaneamente indurre a fare una scelta vegetariana .

Mangiare vegano è anche la gioia di mangiare un pasto ed avere la coscienza pulita, almeno a me ha fatto questo effetto “mettermi a tavola e dire” che bello non ho fatto del male a nessuno!” Perché comunque chi mangia carne anche se non uccide l’animale con le  proprie mani, in coscienza sa che è come aver dato l’ascia al boia.

Io  sono passata dalla cucina tradizionale, alla vegetariana e poi vegana e non è stato difficile perché nella nostra tradizione italiana ci sono tantissimi piatti vegetariani e vegani: le orecchiette alle cime di rapa sono un piatto vegano, un piatto pugliese buonissimo! La parmigiana di melanzane è vegetariana; siamo pieni di ricette  vegetariane in Italia.

I bambini non amano la carne, io ricordo che la mangiavo per forza, imboccata! E poi parliamoci chiaro, quando mangi un’animale, consumi carne putrefatta! Un corpo dopo 12 ore circa comincia a putrefarsi: per farti arrivare la carne in tavola bella rossa ed accattivante, ovviamente qualche processo lo deve necessariamente subire; la carne inoltre è piena di antibiotici e farmaci, ed è noto che  quello che mangi non lo espelli subito puoi immaginare nelle cellule del corpo cosa finisce e quante tossine!  Questo riguarda l’aspetto biologico, ma se  poi consideri un altro aspetto che viene definito “vibrazionale”, meno noto ma altrettanto importante, qualche conto in tasca sul vantaggio o meno di mangiare carne cominci a fartelo. Quando stanno per essere uccisi gli animali, e loro lo sanno, provano tanto terrore e  tanta sofferenza, il corpo dell’animale si irrigidisce e tutte emozioni provate, le vibrazioni negative prodotte, restano in quello che noi consumiamo attraverso il nostro pasto. Immettiamo nel nostro corpo tanto dolore, inoltre amplifichiamo la nostra aggressività, strano crederlo lo so, ma basta osservare la natura, gli animali più miti ma forti sono tutti erbivori ( elefanti, rinoceronti ecc.).

D. Come sei diventata vegan chef?

R. Io mi reputo una cuoca non una chef, per me gli chef sono molto avanti. Partiamo dal fatto che io sono stata sempre una cuoca, una buona cuoca, tutti mi suggerivano di aprire  un ristorante! Quando sono diventata vegetariana ho semplicemente cominciato a sperimentarmi fino a quando poi ho  iniziato  ad avere una certa padronanza dei vari ingredienti. Ho cominciato a studiare. Di scuole vegane in Italia ce ne sono poche, una a Milano, una in Svizzera ed una a Lucca,  dove sono andata e ho appreso numerosi trucchi e curiosità la scuola “Gioia di vivere” ha già un nome che è davvero indicativo!  E così sono diventata una cuoca vegana, una cuoca che cucina ascoltando mantra e canti devozionali!   

D.  Quali sono i benefici sul corpo e la mente della tua cucina? E perché l’idea di associare la musica, i Mantra  alla cucina?  

R. Nutrire il corpo significa  nutrire anche l’anima. Noi siamo fatti di acqua al 70% l’acqua modifica la propria stuttura molecolare in base alle frequenze sonore a cui è sottoposta, e questo è oramai un dato scientifico; basta osservare gli esperimenti di Masaru Emoto sull’acqua per capire quello che succede quando la stimoliamo con determinati suoni. Anche le cellule del nostro corpo vibrano e comunicano tra di loro;  se vengono sollecitate con una vibrazione di morte, sofferenza e crudeltà che assumiamo mentre mangiamo la carne, certamente non otterremo benefici, di contro,             pensa, a quello che invece può capitare al corpo   mangiando vegano e in più con la vibrazione generata dai Mantra! Il Mantra è una preghiera in lingua  sanscrita.  Una lingua rivelata millenni orsono e la cui vibrazione sonora produce effetti profondi sulla struttura cellulare. Ogni sillaba deiantra ha in sè una specifica   vibrazione, come pure  ogni singola lettera agisce anche se non ne conosce    il significato. Gli antichi Rishi, saggi dell’India,  in meditazione sentivano queste sillabe vibrare, e  che venivano emesse dai loro stessi corpi durante la recitazione dei Mantra. Se sollecitiamo le nostre cellule ascoltando i mantra,  abbiamo  una riposta immediata del nostro corpo, ricordiamo sempre che siamo principalmente composti d’acqua.

I Mantra producano frequenze di guarigione. Ci sono Mantra specifici addirittura per ogni malessere ad esempio recitare “  Vittala” è specifico per il cuore  e  per le difese immunitarie. Esiste  anche uno studio sulla  vibrazione prodotta dal suono  “OM “ è  la stessa  emessa dal sole. Da  qui il discorso   sulla scelta vegana si amplifica e si arricchisce  di elementi che ci portano a riconsiderare il concetto di alimentazione in maniera più ampia cioè nutrire il nostro corpo  e offrire, attraverso il cibo, vibrazioni positive in modo  da creare una condizione di benessere non solo rivolta al corpo fisico ma anche allo spirito. Quindi alimentazione sia fisica che spirituale.

Le “  Vibrazioni positive “ prodotte dal Mantra funzionano lo stesso, che tu ci creda o meno, o  se credi in un  Dio piuttosto che in un altro; se sei cristiano o mussulmano o di qualsiasi altra religione  non importa,  il Mantra funziona ugualmente! Abbinando la cucina vegana alle vibrazioni emesse ascoltando un Mantra esaltiamo i benefici di ciò che mangiamo. La cucina vegana è nutrirsi rispettando la vita senza generare sofferenza. Se tagliamo   una pianta per nutrircene, questa non avendo un sistema nervoso, ricresce, si rigenera, è una sofferenza diversa. Quando cominci a mangiare  vegetariano si diventa più sensibili, più amorevoli, con un approccio alla vita diverso.  Anche prima vivevo la vita con gioia, ma da quando sono diventata vegetariana ho capito l’importanza del nutrimento anche sull’umore. Quello che ingerivo si scontrava con quello che sentivo, io sentivo amore, ma quello che mangiavo era morte. Mangiare vegano ha il suo effetto, ma mangiare vegano con i mantra è di più, io lo sperimento tutti i giorni.

Una regola fondamentale è anche concentrarsi su quello che stai cucinando e su ciò che ascolti, per poterti nutrire già  mentre stai cucinando, nutrirti mentre stai mangiando, è un nutrirsi di continuo, anche prima di mangiare si recita il Mantra perché si offre al divino, cosi diventa tutto cibo benedetto. Io sento molto la differenza, se vado a mangiare in un ristorante vegano, si, sento che è buono, ma sento che manca un qualche cosa, ad esempio ho mangiato dagli Are Krishna (che cucinano con i Mantra )  cibo semplice, ma mi riempie di più, rispetto ad un ristorante pluristellato. E’ una questione energetica. Così come il Mantra agisce su di me, agisce sul cibo, sull’ambiente in cui lavoro. Il  Mantra ti porta al cambiamento, il mantra è positività.

D. Hai una ricetta preferita da consigliare ai nostri lettori?

R. La mia ricetta è velocissima, ci vogliono cinque minuti, è buona e nutriente. Quando l’ho creata dicevo ho fatto la carbonara e c ‘era chi diceva non è la carbonara non chiamarla così e quindi l’ho chiamata “non chiamatela carbonara”. È una ricetta che adoro di quelle che faccio abbastanza spesso, poi ci metti una verdurina vicino ed è pronta. Mentre l’acqua bolle sbatti la farina di ceci con la panna di riso o classica, cosi come sbatteresti l’uovo, il tofu a dadini va a rosolare come faresti con la pancetta o il guanciale, poi mischi tutto, ed è pronta!  Stessi tempi della carbonara classica!

 Ingredienti per 4 persone

Difficoltà: facile | Preparazione: 15 min. | Tempo di cottura: 15 min.

  • 350 gr di pasta spaghetti (o quella che preferite)
  • 1 panetto da 200 gr di tofu affumicato
  • 150 gr di panna di soia o riso
  • 1 cucchiaino raso di curcuma
  • 1 cucchiaio di farina di ceci
  • 1 bicchiere di acqua
  • olio evo q.b.
  • pepe q.b.
  • sale q.b.

Ricetta: link con il mantra associato. 😊

https://vegancooking-bhaktisound.it/ricette-primi-piatti-vegani/non-chiamatela-carbonara

Grazie Masha e buon appetito a tutti!

About author

Maria Beatrice Crisci
Maria Beatrice Crisci 6366 posts

Mi occupo di comunicazione, uffici stampa e pubbliche relazioni, in particolare per i rapporti con le testate giornalistiche (carta stampata, tv, radio e web).Sono giornalista professionista, responsabile della comunicazione per l'Ordine dei Commercialisti e l'Ordine dei Medici di Caserta. Collaboratrice de Il Mattino. Ho seguito come addetto stampa numerose manifestazioni e rassegne di livello nazionale e territoriale. Inoltre, mi piace sottolineare la mia esperienza, più che ventennale, nel mondo dell'informazione televisiva, come responsabile della redazione giornalistica di TelePrima, speaker e autrice di diversi programmi. Grazie al lavoro televisivo ho acquisito anche esperienza nelle tecniche di ripresa e di montaggio video, che mi hanno permesso di realizzare servizi, videoclip e spot pubblicitari visibili sulla mia pagina youtube. Come art promoter seguo alcune gallerie d'arte e collaboro con alcuni istituti scolastici in qualità di esperta esterna per i Laboratori di giornalismo. Nel 2009 ho vinto il premio giornalistico Città di Salerno.

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