Columnae Artis, 13 opere si mettono in circolo. A Marcianise

Columnae Artis, 13 opere si mettono in circolo. A Marcianise

Maria Beatrice Crisci

columnae manifesto 3 def copia– Si inaugura oggi sabato 9 novembre alle 18 presso la nuova sede del liceo artistico “Onofrio Buccini” di Marcianise, in via Fratelli Onorato, la prima mostra del ciclo espositivo “Columnae Artis”.
Tredici gli artisti del territorio campano che intervengono sulle colonne della sala espositiva del Liceo. Tutti gli artisti invitati sono stati o lo sono ancora docenti del liceo Buccini. La mostra resterà aperta fino al 27 di novembre e sarà visitabile previa prenotazione dal martedì al venerdì dalle 9 alle 12.

di grazia 1Dazebao Barocco particolare

Antonio di Grazia

Scrive il critico d’arte Enzo Battarra nella presentazione: «Le colonne. Reggono il tempio, reggono il tempo. Ma reggono anche l’arte. La nuova sede del liceo artistico “Onofrio Buccini” di Marcianise dedica le quattordici colonne della sala espositiva alla creatività.

Nasce così “Columnae Artis”, ciclo espositivo che non usa le pareti come superficie ma proprio i pilastri. Ed è così che ogni colonna diventa coclide e inizia a raccontare. Una colonna per ogni artista, un’opera circolare per ogni colonna.

Del Gaudio

Alessandro Del Gaudio

I tredici artisti campani che espongono nella prima mostra sono stati o sono ancora docenti del Liceo. Queste le colonne d’Ercole, i confini dell’esposizione che fa da première. Poi saranno gli show group successivi ad allargare l’orizzonte.

È il “Capitalocene” il nemico di Beniamina Cariddi. Le memorie dal sottosuolo generano divinità ctonie e cyborg. Una rivoluzione, ma soprattutto una rigenerazione.

3 Ferraro

Peppe Ferraro

Si copre di un “Velo” la colonna di Salvatore Chiariello. Il Cristo è inchiodato alla sua croce da un’avvolgente pellicola trasparente. E traspare e non traspira.

Il “Mediterraneo” di Michele Cicala ha il suo confine nella colonna d’Ercole, limite della conoscenza. Non plus ultra è il monito a non procedere oltre la maschera.

È un “Albero”, ma è soprattutto una colonna che genera buoni frutti in un’esplosione di colori, di vita. La natura per Alfredo Cordova deve tornare a scoppiare di salute.

2 Diguida

Giuseppe Di Guida

Per Alessandro Del Gaudio la colonna è una “Rotatoria”. Il traffico è un policromo tappeto di auto che si avvita su se stesso, in un gorgo senza via di uscita.

L’opera di Antonio di Grazia è il “Dazebao barocco”. La colonna è infame anche se si ammanta di un manifesto aureo. Racconta di torture e di giudizi iniqui, Pinoccho narra la sua storia.

Intorno alla colonne si possono “Creare concetti”, così la pensa Giuseppe Di Guida. Teste e testi legati da un’unica sorte girano intorno all’argomento.

4 Martone Corona di spine

Andrea Martone

Va in un “Percorso obbligato” Peppe Ferraro. La colonna sostiene lo spazio dell’architettura, ma anche i legni carbonizzati, muti testimoni di una dolorosa metamorfosi.

La colonna è il luogo della trasformazione, della “Trasposizione”. Ilda Marino racconta di una figura umana che è slancio, è tensione verso l’alto, ma senza rete.

Una “Corona di spine” cinge come in una gabbia un’inerme colonna, la protegge, la rende inaccessibile, la irride. Andrea Martone racconta il luogo del martirio.

Sono legate intorno alla colonna a formare un anello le formelle in terracotta di Angelo Pellegrino. I  “Frammenti” ruotano nell’orbita di universi geometrici.

“Corolla erosa dai sensi”. È un tributo alla leggerezza quello di Annamaria Natale. Materia, forme e colori volteggiano nell’aria incolonnata.

“Camminando“quasi a rincorrersi, le scarpe di Rocco Sciaudone sono le protagoniste viaggianti di un percorso circolare a tutto tondo».

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