Destinazione Macrico, le grandi manovre nel campo di Marte
– La recente visita del vescovo di Caserta, monsignor Pietro Lagnese, presso l’area dell’ex Macrico, collocata dietro il Monumento ai Caduti, ha riportato all’attenzione della cittadinanza l’annosa vicenda che insiste intorno alla sua possibile destinazione d’uso.
Sono, difatti, decenni che tale spazio, di circa 33 ettari, risulta inutilizzato, cioè da quando è stato dismesso il presidio logistico militare. Di proprietà dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero, su quest’ampia zona verde stanno per calare scelte future, in quanto l’Ufficio delle Comunicazioni Sociali della Diocesi di Caserta ha fatto sapere che ci sarà il prosieguo del “lavoro di discernimento” sull’ex struttura militare da parte del vescovo Pietro Lagnese. Al riguardo, è opportuno ricordare che da poco più di un ventennio l’opinione pubblica si interroga sul destino del Macrico, da quando il vescovo emerito Nogaro ne fece appello nel corso del Te Deum del 31 dicembre del 2000. Da allora, singoli cittadini, enti e associazioni preposte hanno avanzato idee, progetti e programmi per avviare qualsiasi azione di recupero di quello che potrebbe essere un vero e proprio polmone verde per la città.
Per quanto di proprietà della Chiesa, l’area dell’ex Macrico ha avuto sempre una connotazione militare, la cui storia si intreccia con quella della Caserma Sacchi di Falciano e con tutti gli interventi, architettonici e urbanistici, che hanno coinvolto Caserta fra Otto e Novecento. Del passato di questa zona esiste molto materiale fotografico, di vecchia datazione, che, in qualche circostanza gira anche sui vari canali social dedicati alla cittadina casertana. In tali immagini è possibile riconoscere l’area, il Monumento ai Caduti al tempo della sua sistemazione e la Caserma Sacchi. Ci sono, poi, referenze fotografiche più recenti che documentano la dismissione del Macrico e il suo abbandono, come gli scatti del casertano Bruno Cristillo. A completare questo repertorio di immagini potrebbe, però, ricorrere anche un dipinto conservato presso la Reggia di Caserta in cui è raffigurata una Manovra al campo di Marte.
È una tela del pittore Giovanni Cobianchi, firmata e datata al 1830, edita un po’ di anni fa nel corso della sua esposizione alla mostra Casa di Re, allestita presso la Reggia vanvitelliana.
Per l’occasione, oltre la descrizione della scena e la trattazione critica sull’autore, la cui funzione era quella di cronista di corte, venne avanzata l’ipotesi che il campo ritratto altro non era che l’attuale Macrico. Un’ipotesi sicuramente non semplice da confermare, ma plausibile, considerato il fatto che l’intera zona era stata effettivamente interessata da una serie di operazioni strutturali di tipo militare a partire dalla fine del Settecento. Al di là delle implicazioni storiche, il quadro resta, al momento, una preziosa testimonianza, in quanto, dal punto di vista figurativo, riporta fedelmente l’organizzazione marziale prevista per le parate delle truppe reali che avvenivano al tempo della Caserta borbonica.
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