Cona dei Lani, anteprima stampa alla Certosa di San Martino
– Martedì 29 giugno alle 11 verrà presentata, in anteprima alla stampa, presso la Certosa e Museo di San Martino a Napoli la nuova sezione espositiva dedicata alla “Cona dei Lani” proveniente dalla Chiesa di Sant’Eligio al Mercato.
La Direzione Regionale Musei Campania, a seguito di un lungo intervento di restauro, mostrerà al pubblico un gruppo di opere in terracotta che facevano parte della decorazione della distrutta Cappella dei Lani in Sant’Eligio.
I lavori, inaugurati più di venti anni fa dall’ex soprintendente partenopeo Nicola Spinosa in seguito a un suggerimento di Pierluigi Leone de Castris, sono stati conclusi grazie ai finanziamenti programmati, nel 2018, dall’allora segretario regionale del MiC Mariella Utili.
La “Cona dei Lani” è considerata tra i più grandi complessi fittili policromi di età rinascimentale. Perduta la sua originaria collocazione, oggi l’opera viene restituita alla fruizione in virtù del recente progetto di restauro e musealizzazione, la cui definizione è stata curata da Ida Maietta, prima, e, poi, da Ida Pastorelli con Lidia Del Duca.
Il restauro è stato condotto dal consorzio R.O.M.A con la direzione tecnica di Giuseppe Giordano.
Il piano di allestimento nel museo di San Martino è stato diretto da Francesco Delizia, mentre la sua stesura spetta a Cassandra Lo Gatto e a Ludovica Giusti.
L’opera è una straordinaria testimonianza riguardante i rifacimenti cinquecenteschi di Sant’Eligio, il cui impianto originario è di età angioina, andati distrutti durante i bombardamenti del 1943.
La “Cappella dei Lani” era già stata identificata tra le macerie da Gennaro Borrelli, negli anni Settanta, e i suoi ornamenti erano stati attribuiti a Domenico Napoletano, maestro di estrazione lombarda presente nelle fonti locali e già individuato come un importante esponente della cultura figurativa tardo-rinascimentale.
La prima ad affrontare in maniera sistematica le ricerche intorno a questa fabbrica è stata Maria Ida Catalano, la cui presenza è stata fondamentale anche nell’ultima fase delle operazioni svolte dal cantiere di restauro.
I grossi frammenti, rinvenuti la prima volta durante durante i lavori di ristrutturazione del dopoguerra, si trovavano sepolti sotto il pavimento della stessa cappella, fatta erigere dalla corporazione dei macellai.
L’interramento era stato fatto nel XVIII secolo, quando la chiesa venne investita da un poderoso intervento di ammodernamento.
I pezzi superstiti erano teste, busti, qualche figura intera e tanti altri elementi, architettonici ed ornamentali, che erano stati arbitrariamente accumulati e divisi tra vari depositi cittadini per, poi, cadere nel totale oblio.
Durante le recenti operazioni di assemblaggio sono state ricomposte numerose figure: Sibille e Profeti, il Cristo Redentore, l’Adorazione del Bambino, il coro di angeli, la Vergine e le storie di San Ciriaco della predella.
Sono state altresì ritrovate la firma e la data incise sulla terracotta, (Do)minici/(opu)s/(MD)XVII, che hanno confermato le notizie riportate dalle fonti. L’intervento di pulitura ha inoltre reso leggibili le superfici e i segni di lavorazione delle terrecotte, facendo affiorare l’azzurro e l’oro dei frammenti architettonici.
Il ritrovamento di piccole parti di colore originario ha, inoltre, restituito ai monumentali pezzi la loro preziosità, nonostante il suo impianto architettonico e compositivo sia mutilo.
Al riguardo, è stata evitata alcuna ricomposizione della Cona, in modo da presentarla in maniera coerente ed eloquente con la sua struttura primaria.
L’esposizione permanente contribuirà a dare ulteriore valore alle raccolte di San Martino. Ad accompagnare i restauri e l’allestimento compiuti ci saranno i testi di Brunella Velardi e il video, a cura di Marco e Matteo Pedicini, in cui viene raccontata l’intera vicenda.
Il 1° luglio, alle 18.00, nel Chiostro dei Procuratori vi sarà, invece, l’inaugurazione della nuova esposizione e la sua apertura al pubblico. Per l’occasione interverranno Salvatore Buonomo, Segretario Regionale MiC per la Campania, Marta Ragozzino, Direttore Regionale Musei della Campania, e
Francesco Delizia, Direttore della Certosa e Museo di San Martino. Relazioneranno, poi, sull’opera Pierluigi Leone de Castris, Università Suor Orsola Benincasa, e Maria Ida Catalano, Università della Tuscia e direttore scientifico degli interventi di restauro.
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